ANCONA – “Quanto è avvenuto ieri, l’annullamento sine die di un incontro istituzionale tra Confindustria e Regione Marche da parte della Giunta, è l’ultima riprova del fatto che il Governatore Spacca gestisce il suo potere personale in modo arrogante e decisamente egocentrico”. Commenta cos’ì l’On. Carlo Ciccioli, il vice Coordinatore Regionale PDL Marche la replica dell’assessore Giannini alle affermazioni del presidente di Confidustria Marche, Andreani. “Il Governatore ha un’egemonia sulla comunicazione così feroce che basta qualche critica espressa dalle categorie sociali o, come in questo caso, dagli industriali della regione, che fa saltare il tavolo ed il dialogo. So che gli imprenditori, in primis il presidente di Confindustria Marche, ai quali va la mia solidarietà, non hanno preso affatto bene questo gesto, irrituale e senza precedenti. Peraltro proveniente proprio da una persona, com’è il Governatore, che viene proprio dal loro ambiente, essendo nato umanamente e politicamente nel gruppo imprenditoriale Merloni. Chi non tollera il dialogo non può governare. Chi ha atteggiamenti di isterismo e tendenze punitive nei confronti di chi si permette di sollevare dei dubbi su certe azioni del governo regionale non ha la stoffa per essere leader. Quello che è accaduto ieri è un atteggiamento proprio di chi non solo non vuole accettare, ma nemmeno sentire critiche documentate sul suo operato. Sono rammaricato di quanto è avvenuto e mi auguro che questo non comporti scelte ulteriormente errate per il nostro territorio”.
Giacomo Bugaro (Pdl): “Unità e non divisioni sulla politica industriale regionale”- Le Marche da molti anni presentano un deficit di politica industriale, più volte rilevato e denunciato da Forza Italia prima, dal PDL poi e da me personalmente (prima fra tutte la risposta al Dott. Luca Cordero di Montezemolo già Presidente della Confindustria, il quale presente ad Ancona qualche mese fa, aveva nei contenuti del suo intervento magnificato in modo immeritato il contributo della Regione a favore del sistema delle Piccole e Medie Imprese). L’economia regionale al contrario, per la fragilità del suo sistema produttivo, presenta una situazione che volge al peggio e l’attuale crisi finanziaria che coinvolge in modo particolare i grandi Paesi dell’occidente e dunque anche l’Italia, la rende complessivamente drammatica. Ma gli industriali non possono “tirarsi fuori”: problematiche generazionali, dimensionali e di aggregazione, manageriali, di investimento ed in particolar modo di innovazione non solo tecnologica ma di pensiero e di strategia, non sono state correttamente affrontate nei modi e nei tempi dovuti, per cui i “nodi” a fronte di fenomeni quali la globalizzazione da un lato e la crisi finanziaria internazionale dall’altro, ci presentano un conto molto forte in termini di stabilità, crescita e livelli occupazionali. Ciò premesso, ritengo che questo non sia il momento delle divisioni, delle accuse e dei risentimenti perchè tutto ciò finirebbe per rendere ancor più difficile la ricerca delle soluzioni possibili. Ognuno rifletta in casa propria e con senso di responsabilità sia pronto a fornire la propria collaborazione, non escludendo a priori le forze politiche di opposizione presenti nelle Istituzioni, prima fra tutte quelle del Consiglio Regionale, affinchè vengano create basi più solide per rilanciare uno sviluppo forte e sostenibile.
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