Influenza, la prevenzione inizia a tavola. Il vademecum dell’Ecdc contro il malanno di stagione


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Il brusco calo delle temperature preannuncia l’arrivo dell’influenza, con picchi soprattutto a ridosso del Natale. Ecco tutto ciò che dovete sapere per non rovinarvi la festa sotto l’albero.

Secondo il Dipartimento di Sanità pubblica, il conto degli italiani colpiti quest’anno dal malanno di stagione spazierà tra i due e i quattro milioni, colpiti dai tre diversi ceppi virali già in circolazione. La prevenzione, raccomandano i ricercatori, inizia dalla tavola. Un efficace scudo è infatti offerto da sane abitudini alimentari, cominciando da un adeguato consumo di frutta (arance e kiwi) e verdura (pomodori, spinaci e broccoli in testa). Anche i legumi sono importanti. E la zucca, ricca di fibre e antiossidanti: una vera barriera anti-virus.

Attenzione invece a non abusare di farmaci da banco e antibiotici. Quest’ultimi, in particolare, vanno sempre assunti dietro prescrizione medica. Guai al fai da te reciclando vecchi blister conservati in casa. E il vaccino antinfluenzale? Buoni i risultati in termini di prevenzione raggiunti con la vaccinazione, ma anche in questo caso è bene non farsi guidare da inutili allarmismi. Rivolgersi piuttosto al medico di base che saprà consigliare al meglio a seconda dei casi.

L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, raccomanda invece una serie di misure non farmacologiche, semplici da seguire e soprattutto efficaci, per prevenire la diffusione del virus influenzale.

Ecco le quattro regole d’oro a cui attenersi scrupolosamente:
1) Coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce
2) Lavarsi con frequenza le mani
3) Se influenzati, eviatare il contatto con altre persone, specie nei primi giorni di malattia
4) Usare le mascherine protettive quando ci si trova in ambienti sanitari come ambulatori medici ed ospedali

Sono, poi, sempre utili i vecchi consigli della nonna: “mai senza sciarpa e cappello, areare bene le stanze ed evitare, per quanto possibile, di soggiornare a lungo nei posti affollati”.

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