Niba, un cameranese a Zelig

Cameranese classe 1973, volto noto di Zelig e Zelig-Off, scultore e attore, artista eclettico e pazzoide, Niba Massimo Barbini parla di sé e racconta del suo ultimo progetto televisivo, la parodia a puntate, tutta made in Marche, della celebre serie giapponese “Magolaman”.Il suo vero nome è Massimo Barbini, ma tutti lo chiamano Niba dall’età di 10 anni.

 

Niba e Giusi Ferreri

Da dove nasce il tuo nome d’arte?

“Buffo a dirsi ma da un gioco d’infanzia, una variante de ‘Il lupo e le pecore’ in cui si correva con le biciclette anziché a piedi. I miei compagni di gioco erano più grandi e quando toccava a me fare il lupo, inseguirli, era un problema. Non solo perché ero il più piccolo di statura, ma anche perché il raggio della ruota della mia bici era più corto di quelle degli altri. Non potendo competere fisicamente iniziai a sfruttare la mia naturale inclinazione alla recitazione simulando incidenti durante gli inseguimenti. Le ‘pecore’ preoccupate si precipitavano a soccorrermi ed io le catturavo lasciandole di stucco; iniziarono così a chiamarmi “Mostro Aniba” (dai mostri Aniba di Jeeg Robot d’acciaio in voga negli anni ‘80) che col tempo divenne Niba.”

Da Camerano alla tv, in uno dei programmi con il più alto numero di share. Come è avvenuto il salto sul palco di Zelig?

Niba e Fiorello

“Nel 2006 ho partecipato come comico, o meglio tragicomico, a “Lab on the Road” laboratorio Zelig di Lanciano, presentando “Man in Blob”, performance nella quale compivo l’esatto procedimento inverso al doppiaggio. Prendendo spunto da frasi di celebri film, pubblicità o qualsiasi programma televisivo (cartoni animati compresi), le estrapolo dalla traccia audio originale, poi le monto, le assemblo fino ad ottenere (un po’ come nel programma Blob) un monologo assurdo, ironico, comico e a volte irriverente, che infine declamo in playback con un generoso impiego del corpo. Il mio modo di fare teatro è un’estasi dionisiaca. E’ il corpo sudato e stravolto dalla fatica che parla al pubblico. Il corpo è il tramite tra il palco e gli spettatori in un crescendo di energia donata e ricevuta. Il mio corpo subisce continue metamorfosi e con l’aiuto di protesi artificiali e costumi si trasfigura in personaggi surreali. Spalanco la porta su di una dimensione fantastica abitata da creature aliene e le invito ad attraversare il confine. Improbabili Supereroi, insetti/animali umanizzati prendono vita sul palco dotati di armi e poteri fantasmagorici. In una realtà che diviene una iper realtà tutto può accadere”.

Tipo?

“Magari che un dobermann allo scoccare del suo settimo compleanno impazzisca, si trasformi in un cane uomo rabbioso, impugni una pistola beretta 92 semiautomatica calibro 8 mm. doppio caricatore, imbracci una motosega McCulloch 484 e faccia scempio di tutto quello che si muove”.
Oltre al teatro la scultura. Andro-Niba è una serie di installazioni al confine col surreale in cui il metallo si fonde con la plastica creando esseri a metà strada tra l’uomo e la macchina.

“Le mie opere sono il gioco di un bambino. Un demiurgo delirante e visionario che può piegare la materia e le leggi del mondo al suo volere. Il mio laboratorio è una caverna dimenticata. Un cunicolo che affonda negli oscuri recessi dell’anima e partorisce nuove creature mutanti. Questi esseri, le cui arterie pompano luce fluorescente, non appartengono a questo tempo. Essi sono la visione cupa e apocalittica di un futuro possibile, dove una civiltà ultra tecnologica implode in se stessa. In questo futuro desolato, gli uomini assemblano nuovi organismi con pezzi di ricambio in un atto di cannibalismo reciproco tra umani e macchine. Io vivo sospeso in questa doppia realtà. Nel mio laboratorio gli oggetti di uso comune, icone di una vita rassicurante, si tramutano in entità allucinate ed estranee come un sinistro presagio di un futuro che sta allungando le sue radici nel presente. La logica del consumo emargina l’imperfetto, il tecnologicamente sorpassato. Il superfluo rinnegato prende vita, mutando la sua essenza, plasmandosi ad immagine e somiglianza del suo creatore. Un caos brulicante di forme aggrovigliate. Una nuova razza mutante che emerge strisciando da isole ecologiche, creature reiette e violentate che assediano le mura decrepite del nostro mondo perfetto.”
E Megalomane, la tua ultima fatica, nasce da questa visione futuristico-apocalittica?

“Megalomane è una serie tv girata interamente nelle Marche, inspirata a un famoso serial giapponese anni ’80. Nasce dai ricordi di due adolescenti portati a galla da un incontro. Un pomeriggio, un paio di anni fa, incontro Dop (Andrea Verardi, coautore del progetto, ndr) dopo tanti anni nel reparto dvd di un grande magazzino di Ancona (da notare che Niba aveva comprato il cofanetto di “Goldrake” e Dop “La sposa cadavere” di Tim Burton). Ci eravamo conosciuti sui banchi dell’istituto statale d’arte e poi, come spesso accade, persi di vista per seguire ognuno la nostra strada. E’ bastato riguardarci negli occhi per decidere, così su due piedi, che dovevamo assolutamente fare qualcosa assieme”.
E..?

“Il resto è una lunga storia. Ve la racconto a puntate. Per ora vi lascio con il trailer..”.

Trailer:

 

La carriera. Niba trascorre la sua giovinezza tra l’Istituto d’Arte “Oreficeria, ferro e metalli”, il lavoro in officina meccanica e la costruzione di mobili in arte povera in una falegnameria. A 20 anni inizia a praticare Karate Shotokan a livello agonistico, (cintura nera 1° Dan), che diviene subito una grande passione. Assecondando un interesse che aveva da anni, nel 1998 s’iscrive ad una scuola di Mimo (metodo E. Decroux) e di lì approda alla Commedia dell’Arte, all’improvvisazione e al teatro per ragazzi. Nel 1999 inizia a lavorare come attore professionista e scenotecnico con il Teatro del Canguro di Ancona, Teatro Stabile di Innovazione per l’infanzia e i giovani, con cui collabora per 6 anni. Nello stesso periodo, con altri attori professionisti, fonda la Compagnia Vicolo Corto (esperimento fuori dai tradizionali canoni della commedia) e Gli Inflessibili (originale gruppo teatral cabarettistico). Nel 2004 frequenta uno stage al Teatro Regio di Torino. Qui il magico incontro con il maestro Marcel Marceau e lo sbocciare delle sue doti di pantomimo. Protagonista per due stagioni di Zelig dopo una prima apparizione a Zelig Off, reduce dalle più recenti apparizioni al Fiorello Show, Niba debutta in tv nella stagione 2007-2008, risultando una delle più particolari, nonché acclamate new entry. In abito scuro e scarpe da ginnastica, Niba è Man in Blob: un personaggio curioso che si esprime attraverso citazioni cinematografiche e televisive in playback, che si susseguono in una sorta di patchwork audio a cui viene associata la mimica.

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One Response to Niba, un cameranese a Zelig

  1. Michela Sbaffo

    Aspetto la prossima puntata ;)

    Ho approfittato per dare un’occhiata per la prima volta al circense sito di Niba e ho scoperto dei “corti” ghiotti come ‘provino’ e ‘cen con-dita’ che non conoscevo ma mi hanno colpita. Tanta creatività e soprattutto espressività :o

    Ps. il rumorino che fanno le freccettine nel trailer è troppo buffo :D e vedere il Mare Adriatico e il Monte Conero che fanno il verso alla classica apertura della Toei (http://www.youtube.com/watch?v=G2SjirU_UcA&feature=related) dà già una minima idea della meticolosità del progetto di Niba e del suo staff! ;P

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