ANCONA – Partecipare alle gare d’appalto bandite da Enti Pubblici Locali è paradossalmente sempre più difficile proprio per quelle aziende che risiedono sul territorio. Lo afferma in una nota stampa Confindustria Ancona portando come esempio eclatante il bando di gara per la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero per l’area a Sud di Ancona che dovrebbe essere costruito all’Aspio di Camerano, recentemente indetto proprio dalla Regione Marche. I prezzi proposti -ritengono gli industriali- sono troppo bassi e saranno certamente sottoposti ad un ulteriore ribasso: questo costringe molte aziende locali a rinunciarvi.
E sul tema interviene dunque il presidente di Confindustria Ancona, Giuseppe Casali, che sta ricevendo numerose segnalazioni da parte dei soci del settore dei costruttori di impianti.
“Non abbiamo mai chiesto beneficienza agli Enti Pubblici e continueremo a non farlo. Quello che chiediamo con forza però – e a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando – è di essere messi in grado almeno di lavorare. Le aziende si trovano in estrema difficoltà perché i prezzi sono troppo bassi!”.
Va sottolineato inoltre che esiste un Prezzario Regionale delle Opere Pubbliche, elaborato da una commissione composta dalla totalità delle professionalità del settore, che è stato sostanzialmente ignorato rimarca la nota degli industriali, che poi sottolinea che nel progetto dell’Aspio i prezzi sono desunti da contatti con le ditte produttrici, ma per le aziende risultano addirittura più bassi di quelle che sono le loro possibilità d’acquisto.
“Mi preme aggiungere anche un altro concetto importante – ha aggiunto Casali -. Per aiutare le aziende ad essere più competitive, Confindustria Ancona ha avviato al suo interno una serie aggregazioni tra aziende; vari esempi di sinergia importanti, realizzati anche con l’obiettivo di avere maggior potere contrattuale in sede di partecipazione a gare d’appalto. Evidentemente neppure questo viene ritenuto sufficiente dai nostri interlocutori, a tal punto che l’atteggiamento degli enti pubblici penalizza pesantemente l’economia locale. Chiediamo –conclude Casali una maggior attenzione da parte degli Enti Pubblici nella formulazione delle gare, nel rispetto della professionalità e dell’affidabilità delle imprese locali”.
Da ul lato si chiede al Settore pubblico di diminuire gli sprechi, l’unico settore che fino ad oggi ha veramente pagato la crisi, dall’altro si chiede di alzare i prezzi per far guadagnare di più i privati. Ricordo che i contratti del pubblico sono bloccati da anni e lo saranno ancora almeno fino al 2013. Penso che per un ente pubblico è giusto mettere a gara i prezzi reali e non gonfiati, anche perchè il ribasso sul prezzo non è un obbligo, anzi è auspicabile siano bassi e non come indicato dagli ultimi dati dell’Osservatorio attestati intorno al 30%.