Due ricorsi al Tar contro l’aggiudicazione dei lavori per il nuovo Inrca: i giudici decidono l’11 ottobre. Latini (Api): “Per l’ospedale di Osimo siamo all’anno zero”


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il plastico del nuovo Inrca-ospedale di rete dell'Aspio di Camerano

CAMERANO (ansa) – Due imprese (la Cesi cooperativa di Imola e la Cmc di Ravenna, seconda e terza in graduatoria) hanno fatto ricorso al Tar contro l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di Ancona sud-Inrca che ha giugno sono stati assegnati alla Gmd Costruzioni spa di Peschiera Borromeo (Milano) in Ati con il gruppo Psc spa. Ieri il Tar, invece di decidere sulla richiesta di sospensiva, ha rinviato l’udienza all’11 ottobre, quando probabilmente emetterà una sentenza breve di merito. Nel frattempo non sarà possibile stipulare il contratto. La Regione conta di avviare i lavori entro l’autunno per concluderli nel 2014. Ma se i ricorsi venissero accolti potrebbe esservi un rallentamento. L’appalto, con una base d’asta di 64 milioni di euro, è stato aggiudicato il 14 giugno all’Associazione temporanea d’imprese guidata dalla Gmd spa, che ha proposto un’offerta da circa 48 milioni di euro. Al secondo posto si è classificata la Cesi cooperativa, assistita dall’avv. Valeria Mancinelli, che ha chiesto al Tar l’esclusione della vincitrice. Contestata in particolare l’offerta tecnica per la protezione antisismica dell’immobile, ritenuta peggiorativa rispetto al bando di gara. Un ricorso parallelo con la richiesta di esclusione delle prime due classificate lo ha presentato la Cmc, tramite l’avv. Alessandro Lucchetti. Alla Gmd viene imputata una carenza di datazione della dichiarazione dei requisiti di ordine generale oltre che l’offerta tecnica relativa al protocollo Itaca (sostenibilità ambientale degli edifici) e alla protezione antisismica. La Cesi, secondo la ricorrente, non avrebbe distinto nell’offerta tecnica l’importo ribassato dei costi e quelli per la sicurezza.

Il consigliere regionale Dino Latini: “L’ospedale di Osimo al punto zero” -Niente di quello che era stato promesso (ancora una volta) non più tardi dell’aprile scorso è stato mantenuto per l’ospedale di Osimo. Niente copertura dei posti scoperti, niente vera riorganizzazione, niente attività di drenaggio dei servizi che affollanno l’ospedale Regionale. Niente interventi strutturali su cui molti medici, soprattutto del pronto soccorso si erano battuti, ed in particolar modo niente ampliamento dello stesso pronto soccorso. I soldi sono di fatto stati deviati verso altri lidi ospedalieri pur necessari di interventi (come quello di Fabriano), ma non con la priorità che ha Osimo. Oggi il noscomio è occupato da macerie, ingombri non dovuti. Si è sprecato altro denaro dal momento dei lavori per la sistemazione della sala chirurgica, i cui lavori in corso d’opera, per “ordini superiori o diversi” si sono fermati solo al rifacimento del tetto della zona interessata. Non si possono neanche dare pietà ai defunti che devono essere ospitati nella sala mortuaria. Di fatto l’ospedale è un mezzo limbo di lavori fermi, lavori sospesi, servizi rinviati, personale che viene pagato per non poter svolgere il loro lavoro. Questa è la realtà dei fatti. Ho ripresentato un esposto a chi di dovere, perché non si può più sopportare una situazione del genere. La faccia di tale massacro sanitario la deve mettere chi è il responsabile delle scelte.

 

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2 Responses to Due ricorsi al Tar contro l’aggiudicazione dei lavori per il nuovo Inrca: i giudici decidono l’11 ottobre. Latini (Api): “Per l’ospedale di Osimo siamo all’anno zero”

  1. Vi segnalo l’errore nell’articolo relativamente al nome della mandante del soggetto vincitore che non è la GMD ma la GDM!

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