OSIMO – Il “termometro” dello sviluppo segna zero nella Valmusone. Il tasso di natalità delle aziende artigiane non supera quello di mortalità e la congiuntura risulta paralizzata. L’analisi è di Confartigianato sulla base di dati della Camera di Commercio. Lo slancio imprenditoriale che ha dato vita a 179 iscrizioni di imprese artigiane nel giro di un anno è stato controbilanciato da altrettante chiusure (178) per un saldo simbolicamente positivo, +1, ma che non fa altro che manifestare la difficoltà del distretto a ripartire. I livelli pre crisi sono ormai un ricordo. Il comune che più di tutti soffre questa situazione è Osimo – commenta Ivano Gardoni, responsabile Confartigianato Osimo – che ha perso in un anno 82 aziende artigiane a fronte di appena 67 iscrizioni per un saldo negativo di -15.
Castelfidardo con 43 aperture e 43 chiusure rappresenta con evidenza la fissità della congiuntura che ha “tirato il freno” e non accenna a ripartire. Segnali di “vita” giungono però da Filottrano e Loreto che hanno chiuso l’anno in positivo, con saldo rispettivamente di +9 e +7. L’edilizia è ferma, il manifatturiero in difficoltà, i servizi arrancano, continua Gardoni. Ora a questa congiuntura già in equilibrio precario vanno ad accumularsi i danni subiti dalle imprese a causa della neve. L’area sud di Ancona, da Osimo a Loreto, è stata costellata da danni causati dal maltempo. Le aziende hanno subìto un calo di produttività di almeno il 40% (stop totale nelle aree più colpite) a cui è corrisposto uno stimabile -30% di fatturato. La ripresa sarà lunga. Le aziende hanno riportato danni non solo diretti (crolli di tetti e capannoni, macchinari distrutti) ma anche indiretti: la produzione ha viaggiato a ritmi ridotti e questo ha comportato un netto calo di fatturato.
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