ANCONA – Il consigliere Pieroni, attacca il sistema bancario marchigiano, il quale “sta affossando le PMI”. Infatti, scrive l’ex sindaco di Loreto, ”con una pressione fiscale a livelli record e un sistema creditizio che non svolge il suo mestiere, ossia quello di elargire credito, il modello produttivo marchigiano, fatto di piccole e medie imprese, sta pagando gli effetti della crisi in misura maggiore rispetto ad altre realtà regionali. Anche se al road-show organizzato dall’ABI nei giorni scorsi, i banchieri hanno affermato che il credito concesso in Italia è aumentato, io credo invece che la realtà sia un’altra, basta ascoltare le associazioni di categoria”.
“Infatti un conto è finanziare progetti nuovi, innovativi, azione senz’altro meritoria, come ha auspicato il Presidente della Camera di Commercio di Ancona, Rodolfo Giampieri, un conto invece è concedere alle aziende prestiti, spesso di piccola entità, per far fronte alle difficoltà quotidiane, quindi non sempre finalizzate a nuovi investimenti, dovute al fatto che il lavoro è calato ed i clienti non ti pagano con regolarità. Mentre nel primo caso, può darsi che il credito sia aumentato (basti pensare agli investimenti dal rendimento sicuro sulle energie rinnovabili), nel secondo caso invece, è evidente che ci troviamo di fronte ad una stretta creditizia, insostenibile per tantissime imprese, malgrado il sistema bancario abbia ricevuto dalla Bce una forte iniezione di liquidità con tassi più che agevolati, mentre per le imprese i tassi continuano ad essere quelli di prima, cioè alti”.
In definitiva, continua Pieroni, “è inutile nascondersi dietro frasi del tipo: le banche non prestano soldi loro, ma quelli dei risparmiatori. Occorre invece che il sistema bancario prenda atto della crisi sotto tutti i suoi aspetti, modifichi i normali parametri di concessione del credito, in quanto ci troviamo in una situazione straordinaria, e straordinari devono essere anche i modi per affrontarla e superarla. Pertanto le banche scommettano e diano fiducia alle aziende marchigiane, che hanno creato un modello produttivo vincente, e la smettano invece di fare solo i ragionieri, perché altrimenti si porteranno sulle spalle la responsabilità di aver affossato definitivamente larga parte della piccola e media impresa marchigiana”.
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