Liste civiche Marche: “Scelta inaccettabile della maggioranza di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino”

PESARO – La scelta comunicata ieri dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di “dichiarazione di guerra” dei politici nei confronti dei cittadini. secondo le Liste Civiche Marche ”Fosso Sejore- scrivono i mopvimenti civici marchigiani –  è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l’ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame. Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un’altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde. Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l’assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell’ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l’ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono. Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l’esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l’ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovars”i.

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