“No al mantenimento delle Provincie”. Fabrizio Petrolati, consigliere Prc, voterà contro l’ordine del giorno

Fabrizio Petrolati

ANCONA – “Il Consiglio Provinciale, convocato per oggi pomeriggio in contemporanea con tutti i consigli provinciali d’Italia , per discutere, dopo la decisione presa dal governo Monti di sopprimere le Province con il decreto “salva Italia”, sui futuri assetti della governance dell’area vasta,  al termine della discussione voterà un ordine del giorno. Un ordine del giorno con il quale si richiede la promozione di ricorsi alla Corte Costituzionale per far dichiarare l’incostituzionalità del provvedimento,  una ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province e una riforma organica delle istituzioni di governo dell’area vasta. Con la premessa che ritengo la soppressione “tout court” delle provincie un bluff istituzionale, un operazione che contrasta con l’esigenza di ampliare, invece che ridurre, gli strumenti della partecipazione, una scelta condizionata dall’antipolitica sulla quale molti hanno strumentalizzato ma che almeno altrettanti hanno, compreso all’interno delle province, giustificato con gestioni delle risorse pubbliche di basso profilo e spesso discutibili, personalmente e provocatoriamente voterò contro questo documento”.

Il voto -  “Le motivazioni del mio voto contrario sono molto semplici e vogliono evidenziare la palese contraddizione di chi, in primis il Partito Democratico,  a livello nazionale giustifica e approva nel complesso le manovre del governo Monti a partire dal decreto “salva Italia” che stanno producendo danni devastanti alle classi medio basse di questo paese e dall’altra, di fatto, con iniziative come quella di oggi, operano concretamente per il mantenimento dello status quo e delle varie rendite di posizione. In definitiva bene un impegno istituzionale, probabilmente tardivo, per riorganizzare e razionalizzare le istituzioni di governo di area vasta ma altrettanta forza e impegno andrebbero profusi, solo per fare alcuni esempi,  per salvaguardare i diritti del lavoro, difendere l’art. 18, garantire un sistema pensionistico più equo,  eliminare e davvero i privilegi delle caste. Sono questi impegni che non vedo tra le forze politiche che a livello nazionale e sul territorio difendono a spada tratta le scelte antipolari del governo Monti e allora il mio voto a difesa delle provincie,  che, mi rendo conto, conta per quello che conta… non lo avranno!”.

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