Osimo, le reliquie di San Giuseppe da Copertino sabato tornano della cripta della Basilica dopo la ricognizione canonica


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Padre Pietro Guerrieri, rettore del convento francescano osimano, davanti alle reliquie del Santo dei voli, durante i giorni dell'ostensione, quando il copro non era stato ancora rivestito del saio e sul volto non era stata apposta la nuova maschera d'argento

OSIMO – Sabato 22 Dicembre  ci sarà la reposizione definitiva, nella Cripta della Basilica di S. Giuseppe da Copertino, del corpo del santo dopo un lungo tempo di ricognizione.  Alle ore 19 ci sarà la Solenne Concelebrazione presieduta dall'Arcivescovo Mons. Edoardo Menichelli, presenti le autorità civili  e militari della città di Osimo e di Copertino. Poi dal 23 febbraio 2013, nell'anno delle celebrazioni per il 350° della morte del santo, l'urna partirà in pellegrinaggio per essere venerata a Copertino, Bari, Napoli, Roma e il 10 maggio ad Assisi.

I PRIMI RISULTATI DELLA RICOGNIZONE CANONICA – San Giuseppe da Copertino era alto, mingherlino ed era un frate sorridente  animato dalla letizia francescana nel cuore, quella che ora lascia intravedere la maschera in argento del volto dai tratti sereni, ricostruito in 3D al computer dallo studio delle ossa del cranio. Un'immagine del santo dei voli molto diversa da quella trasmessa dall'iconografia classica che lo ha sempre ritratto corpulento, basso e arcigno. Grazie alle nuove tecnologie, a 350 anni dalla morte del patrono degli studenti e a 49 dall'ultima ricognizione canonica, sono emerse grandi novità dalle analisi eseguiti sulle sue spoglie dai professori Adriano Tagliabracci e Gian Marco Giuseppetti della Politecnica delle Marche e da Francesc

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o Mallegni dell'ateneo di Pisa, i 3 docenti incaricati dall'arcivescovo Menichelli. Lo fa sapere padre Pietro Guerrieri, rettore del convento dei Minori Conventuali di Osimo che custodisce le reliquie del santo. Lo scheletro del francescano che volava “è in buono stato di conservazione. I referti finali arriveranno tra qualche settimana – spiega padre Pietro- ma sappiamo già che S.Giuseppe era alto, circa 1.68 m., per essere un uomo del '600 ed era esile come dimostrano le dimensioni delle tibie. Ha sofferto di artrite e ascessi dentari e sulle ossa del bacino non c'è segno della malattia che lo afflisse da bambino, a testimonianza del miracolo per intercessione della Vergine che lo guarì. Ulteriori test di laboratorio saranno in grado di stabilire che dieta alimentare assunse negli ultimi 5 anni di vita”. Durante i  7 giorni di ostensione delle reliquie, terminati il 14 dicembre, le ossa del santo erano state sistemate nella nuova e luminosa teca di cristallo, ancora senza saio, maschera d'argento per volto, piedi e mani che l'artista Mallegni ha creando sulle linee del volto ricostruito al computer. Sono state legate con fiocchi di stoffa alla tutina cucita dalla Clarisse di S.Benedetto (“prima c'era il fil di ferro” ricorda padre Pietro). centinania i fedeli che sono sfilati nella stanza del convento per raccogliersi, emozionati e commossi, in preghiera davanti alle spoglie del Santo.

le reliquie di San Giuseppe da Copertino, sistenate nella nuova urna (con lo stemma francescano pax et bonum) durante i giorni dell'ostenzione nel convento dei Minori Conventuali di Osimo

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2 Responses to Osimo, le reliquie di San Giuseppe da Copertino sabato tornano della cripta della Basilica dopo la ricognizione canonica

  1. mi piace il nuovo volto e vorrei sapere quanto tempo resta a copertino

  2. Sono molto devoto di San Giuseppe…controllate il mio blog…